Il mio gatto Leo, non mi parla!
Il mio gatto Leo, non mi parla!

Il mio gatto Leo, non mi parla!

Il mio gatto Leo, non mi parla!
Si è stancato di discutere con me, soprattutto di politica, in realtà, lui è un grillino sfegatato molto più di me, lo sento, me ne accorgo quando vede Tatteo Tenzi e Berluscane in tv, io al cesso e lui immediatamente in lettiera!
Ma il problema vero e che non accetta l’idea che, il gatto Orfeo, un piddino peloso e nero, nel mio palazzo, mangi ogni giorno crocchette di alta qualità e scatolette di prima scelta.
Come lo ha saputo è un mistero!
Sono combattuto, quelle che compro io costano dai 39 centesimi ai 60, qualche volta mi sono spinto anche ai 70 centesimi, la lettiera è delle migliori, e non gli faccio mai mancare Garfied Show, dove sto sbagliando? La cosa mi tormenta!
Soluzioni: fargli leggere “Il capitale” di Karl Marx, tre volte a settimana; obbligarlo a guardare gli Aristogatti per fagli comprendere che anche Romeo aveva i suoi cazzi! Ultimo tentativo, costringerlo a una terapia di gruppo con il resto dei gatti proletari che vivono nella comunità di fronte al mio palazzo!
Poi avrà letto da qualche parte, che c’è un cane che si chiama Dudù, che vive in una villa, coccolato e ammirato da tutti i giornalisti Mediaset, con un padrone bello e ricco che ama le pecorelle. Come glielo spiego che il cane è un fottuto pupazzo di peluche come tanti, tipo quel Toti il governatore della Liguria? E che quel tizio di Arcore, non è altro che una statua di cera tenuta in piedi e telecomandato a distanza dalle carceri italiane? Come glielo spiego che le pecorelle sono lupi?
Le pecorelle che ama quel tizio siamo noi italiani, caro Leo, noi popolo messi a pecora, posizione pericolosa per i distratti…
Mi viene in mente quella volta che stavo dal veterinario, e due cani ragionavano tra loro, il primo diceva di trovarsi lì perché costretto alla castrazione dal padrone, aveva scambiato la sua padrona, che stava a pecora, forse faceva le pulizie…, per una cagnolina in calore, e il padrone, il marito della povera signora, non sopportò l’affronto e zac! Mentre l’altro cane, pure aveva fatto lo stesso scambio di persona, ovvero di pecorella, ma nel suo caso la padrona aveva gradito, e lo aveva portato dal veterinario per fargli tagliare le unghie…, ecco gli italiani devono scegliere: castrazione o taglio delle unghie?
Restare a pecora con questi politici al governo, è una scelta masochista, poi non ci lamentiamo…, meglio restare tutti in piedi, vicino al muro, almeno ci devono solo fucilare…, e chi approfitta delle nostre distrazioni…, io sarei per la castrazione, nelle urne, ovviamente!

 

Bruno Fusco

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