Il REI (Reddito di inclusione sociale) spiegato punto per punto.
Il REI (Reddito di inclusione sociale) spiegato punto per punto.

Il REI (Reddito di inclusione sociale) spiegato punto per punto.

Il REI (29/08/2017)
il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera definitivo al Reddito di inclusione sociale (Rei). Il Rei sostituirà il Sostegno all’inclusione attiva e l’assegno di disoccupazione Asdi. Partirà dal 1° gennaio 2018, e avrà un importo variabile da 190 a 485 euro al mese, secondo le caratteristiche del nucleo familiare.
Sarà compatibile con alcune tipologie di situazione lavorativa, ma non con altri sussidi per la disoccupazione, come ad esempio il Naspi, eventualmente goduti da altri membri del nucleo familiare.
Il sussidio sarà caricato sulla Carta Rei, che permetterà l’acquisto di alcuni beni e servizi e il prelievo di denaro presente sulla carta. Il sussidio durerà un massimo di 18 mesi. Sarà rinnovabile, ma tra la scadenza di una e l’inizio di un altro dovranno passare almeno sei mesi.
Sarà possibile richiedere il reddito di inclusione sociale dal 1° dicembre 2017 presso i “punti di accesso” che verranno organizzati dai Comuni.
Chi vorrà richiedere il REI si dovrà recare agli uffici che il Comune di residenza predisporrà a questo scopo.
Parte dei fondi dedicati al reddito di inclusione attiva sarà appunto destinato ai comuni, in modo che possano attrezzarsi per prendere in carico la gestione del nuovo sussidio economico.
Il nuovo sussidio contro la povertà va ad ampliare il numero dei beneficiari del SIA (sostegno per l’inclusione attiva) in vigore dallo scorso settembre. Il SIA distribuisce 400 euro al mese a circa 200mila famiglie. Secondo le ultime stime del Governo il reddito di inclusione sociale raggiungerà infatti seicentosessantamila famiglie, di cui 560 con figli minorenni.
La caratteristica principale del REI – che lo differenzia appunto dal sostegno per l’inclusione attiva – è il criterio di assegnazione. L’assegnazione del sussidio dipenderà dall’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) e dall’indice della situazione reddituale (ISR). Ma anche dal patrimonio mobiliare e immobiliare.
L’indice della situazione reddituale definisce quello che è il reddito realmente a disposizione delle famiglie per far fronte alle spese di tutti i giorni. Rispetto all’ISEE, per calcolare l’ISR vengono sottratte le spese per l’affitto o le spese condominiali.
L’utilizzo di questo secondo criterio ha lo scopo di non escludere le famiglie che versano in stato di povertà ma che hanno la prima casa di proprietà. Purché non abbiano altri immobili che producano reddito. In particolare, l’indicatore ISEE deve essere pari o inferiore a 6mila euro, e l’ISR deve essere pari o inferiore a 3mila euro.
Vi sono poi dei vincoli patrimoniali. Il patrimonio immobiliare, esclusa la casa di proprietà, non deve superare i 20mila euro. E il patrimonio mobiliare (conti correnti bancari o postali; certificati di depositi e credito, buoni fruttiferi e assimilati; azioni e obbligazioni) non deve superare un livello compreso tra i 6mila e i 10mila euro, definito secondo il numero dei componenti del nucleo familiare.
Altra condizione per ottenere il reddito di integrazione sociale è l’impegno del richiedente a sottoscrivere un progetto personalizzato volto a uscire dalla situazione di difficoltà. Il progetto dovrà comprendere la ricerca di un lavoro, la cura della salute e l’impegno di mandare i figli a scuola.
Il Rei non verrà concesso se nei due anni che hanno preceduto la domanda se un familiare del richiedente ha acquistato auto, moto o barche


REDDITO DI INCLUSIONE SOCIALE: A CHI SPETTA
Per l’assegnazione del REI ci saranno delle precedenze. Verrà cioè assegnato in maniera prioritaria a famiglie con figli minori o disabili, donne in gravidanza, o disoccupati di età superiore ai 55 anni.
Per poter ottenere il REI bisognerà essere residenti in Italia da un po’ di tempo, e quindi non potrà essere utilizzata da migranti arrivati da poco. Più precisamente il sussidio economico contro la povertà potrà essere concesso a famiglie di italiani e stranieri con permesso di lungo soggiorno ottenibile dopo 5 anni di permanenza in Italia.
L’ammontare del sussidio dipenderà poi da diverse cose, come il numero dei componenti del nucleo familiare e la presenza di minori o disabili. Sarà calcolato come quota della differenza tra il reddito disponibile e i tremila euro (soglia ISR per l’assegnazione del sussidio). Secondo il memorandum di governo e Alleanza contro la povertà, il REI dovrebbe ammontare al 70% di questa differenza. Da questo importo verranno poi sottratti gli importi delle altre misure assistenziali percepite dal nucleo familiare, fatta salva l’indennità di accompagnamento. Il sussidio REI non potrà comunque essere inferiore a 190 euro mensili e superare il massimo di 485 euro mensili.


COSA ACCADE AL REI IN CASO DI OCCUPAZIONE
Per evitare che si crei un disincentivo alla ricerca di nuova occupazione, potranno ricevere il REI – almeno in parte e per alcuni mesi – anche le famiglie che grazie a un nuovo impiego dovessero superare la soglia minima di reddito prevista. Lo scopo di questa regola – che differenzia ulteriormente il REI da altri sussidi economici – è quello di evitare la “trappola della povertà”. E cioè quel fenomeno per cui alcuni preferiscono non cercare lavoro per non dover poi perdere i sussidi statali.


LA CARTA REI
Il reddito di inclusione sociale verrà caricato sulla Carta Rei (che sostituirà la Carta Acquisti). La Carta Rei avrà una durata di 18 mesi. Sarà rinnovabile, ma tra scadenza e rinnovo dovranno passare almeno sei mesi. La Carta Rei permetterà di acquistare alcune tipologie di beni e servizi, e di prelevare denaro caricato sulla carta stessa.

 

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