LA CADUTA DI TATTEO TENZI.
LA CADUTA DI TATTEO TENZI.

LA CADUTA DI TATTEO TENZI.

Il giovane Tatteo Tenzi, vagava confuso nei giardinetti del Quirinale, la guardia lo notava: “hei tu, piccolo discolo, cosa ci fai qui, come sei entrato!?” – Il giovane alzava gli occhi, si poteva notare una lacrimuccia, rispondeva: “non lo so…, credevo di essere a casa mia…, dove sta Mapolitano, il mio tutore, mi ha lasciato da solo nella merda!”
La guardia aveva il sentore che il giovane cazzaro stesse vaneggiando: “chi sei piccolino, hai una faccia da stupidello, e poi quei dentini, ti piace esagerare? Da dove vieni? Da destra o da sinistra? sembri smarrito ma, ti senti bene? ” – “certo che sto bene, ma loro…, mi avevano promesso, mi avevano detto tante cose buone, che io ero uno statista, un Macron, un Obama…, adesso sono rimasto solo, non è colpa mia, io non volevooo, voglio Mapolitanooooo!!!”
Di lì a poco, arrivavano altre guardie, dietro queste si poteva osservare la sagoma di Mappazzella, che avanzando con passo arzillo…, con passo pacato…, diciamo da tartaruga, e come una tartaruga tirava fuori il collo dalla camicia, e accarezzando il bambino sperduto, diceva: “cosa ti serve, sei un po’ confuso? Dai Stronzetto torna a casa, il tuo lavoro è finito!”
Il Tatteo non credeva alle sue orecchie: “anche tu, uomo mio! Voglio Mapolitanoooo, lui è più buono con me!”, batteva i piedi con violenza, si rifiutava di accettare quelle carezze, e continuava: “…lui mi aveva detto di andare avanti, di scaccolarmi nel naso, di fare pipì nelle sedi del PD, di distruggere valori e Costituzione, di aiutare le banche e la finanza, lui mi aveva consigliato tutto, è un maestro, voglio Mapolitanoooo, adesso ho perso tutti gli amici, mi è rimasto solo Farinettiiiiiii e la Meli, anche Rondolino è scomparso, dove è andato quel rubadignità!”
Gli uomini si chiedevano se fosse il caso di chiamare il 118, quel bambino sembrava impazzito, anche se quella faccia era nota negli ambienti dei cazzari, nessuno aveva il coraggio di prenderlo a calci nel culo, anche Bersani, Cuperlo e Cacciari gli avevano detto tante parolacce, ma il coraggio di uno sputo definitivo non li sfiorava nemmeno lontanamente, le probabilità che lo abbandonassero si tenevano legate a un Pisapippa, un albero milanese che aveva dato frutti strani, un certo Sala, che ricordava vagamente un mago, con i suoi sim Sala, bim, e Milano scompariva dalle cronache dei giornali, come Consip, Expo, e altre luride vicende, “com’è buone lei” avrebbe detto il grande Fracchia! Che buona l’informazione italiana!
Ma la tentazione a prenderlo a calci nel deretano a quel racconta frottole, era comunque forte, e mentre una sagoma silenziosa, quasi una mummia, emergeva da una finestra del palazzo, Mappazzella avvertiva un brivido, e interveniva: “adesso devi solo stare calmo, e non ti permettere di nominare Mapolitano, non sarai mai all’altezza di tal traditore, sei solo un allievo alle prime armi, tu sei solo l’ultimo che ha fallito, adesso calmati e torna a casa, ci pensiamo noi a mettere la sordina alle tue cazzate, abbiamo già chi ti ha superato di gran lunga, Gentilano, Minniti e Padoan, adesso tocca a loro inculare gli italiani, tu hai goduto troppo, un po’ per uno non fa male a nessuno!
Ascolta, inutile vuoto, tu devi solo stare calmo, scrivi libri che qualche cretino lo compra, poi devi dire che hai sbagliato, che il tu babbo è un coglione, che Marchionne è un grande imprenditore, senza dire che paga le tasse all’estero, ma l’industria dell’auto va bene, che le case farmaceutiche volano come non mai, vaccini a milioni per tutti, che sei pronto a dare soldi ai poveri, che alzerai le pensioni, dentiere per tutti, bonus a “zuffunno”, coca cola gratis, posti di lavoro con la ruspa, che piace tanto anche a Salvini, a morte i cinque stelle, insomma racconta le solite cazzate che tu sai dire così bene, devi copiare Berlusconi nel peggio, e i cinque stelle nel meglio, altrimenti fottiti e torna da babbo tuo, che qualche affare lo rimedia sempre, noi restiamo, resteremo, e saremo sempre qui, vai cazzaro!”
Le guardie lo accompagnavano all’uscita, fuori lo aspettavano i suoi amichetti, Alfanuccio, Lottinatica, Giachettino, che mentre dava fuoco a un cestino, si informava se la sua villa era in qualche dossier, e la ragazzetta dagli occhi azzurri, la Boscchinara chiedeva: “allora che ti hanno detto?”, la fata di Banca Etruria era preoccupata, il Tatteo li abbracciava tutti, e piangendo diceva: “siamo nella merdaaaa! Bisogna inventarsi altre cazzate, ho visto Mappazzella, aveva le orecchie rosse, rosse, forse qualcuno gliele ha tirate con violenza, io credo di sapere chi è stato…, andiamo via, è finita, credo che sia finita! Le stelle non sono mai cadenti, nemmeno oggi, e solo una nostra impressione…

Bruno Fusco

Related posts

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.