L’inquietante storia di Tatteo Tenzi, lo spacciatore di bugie.
L’inquietante storia di Tatteo Tenzi, lo spacciatore di bugie.

L’inquietante storia di Tatteo Tenzi, lo spacciatore di bugie.

Quel ragazzo dai dentini sporgenti rideva come un ebete, stava fermo alla fermata del bus, e sulle spalle portava uno zainetto con un disegno di pesciolini rossi.
Aveva 12 anni, catalogato dagli amici : “il bullo senza palle!”, sapeva farsi valere nelle discussioni: “io vi denuncio, avete detto che somiglio a Jerry Lewis, un noto pistolero che ha ucciso un sacco di gente…, vi denuncio!”, gli amichetti lo guardavano sbigottiti: “Jerry Lewis…? Noto bandito? Ma che cazzo dici? Forse tu parli di Jesse James? Noto bandito, che ha lottato contro i poteri forti, mito per i contadini vessati? Coglione, vuoi denunciare e non conosci un cazzo!”
Avevano inquadrato il soggetto, un cazzaro, incolto e presuntuoso.
Il padre, un certo Miziano Tenzi, lo aveva cresciuto con amore, gli aveva inculcato i rudimenti per un futuro florido di leccaculi: “tu racconta sempre bugie e soprattutto, devi dire sempre il contrario di quello che farai…, ti crederanno, sempre!”
Questi insegnamenti dati al figlio da questo padre illuminato, che conosceva profondamente gli italiani, ma anche altri personaggi…, fecero di Tenzi Tatteo, questo il suo nome, uno spacciatore di bugie senza limiti, aveva addirittura inventato un motto: “sono Tenzi da Firenze, faccio i selfie con i belli, so ammaliare le coscienze, sono il re dei coglioncelli!
Si unì alla banda degli scout, ragazzi svegli che capirono il soggetto e gli affibbiarono l’etichetta di: “scoiattolino bianco”, a quel tempo era fortemente appassionato di balene bianche, nulla a che fare con Moby Dick di Melville ma, un confraternita di uomini appassionati a fottere il prossimo e rubare a man bassa gli italiani, entità molto in voga dal dopoguerra al 1980.
Divenne subito capo scout: “ragazzi adesso andiamo a rubare le mele nella valle di Rignano, tanto la mia famiglia è molto potente da quelle parti, nessuno ci scoprirà!”
Aveva già grandi idee, Tenzi era nato a Firenze, ma cresciuto a Rignano sull’Arno, amena località in provincia di Firenze, nata a seguito dell’unione di diverse leghe dal Granduca Pietro Leopoldo, parola che il nostro Tenzi assorbì come cantilena, anche la notte quel cognome lo eccitava e canticchiava: “Leopoldo, Leopoldo…, mi piace più Leopolda!”
La sua prima ragazza aveva gli occhi azzurri e i capelli biondi, una tipa tosta, si chiamava Foschi Maria Serena, per tutti Boscchinara: “non mi toccare…, non mi guardare così, non fare quegli occhi da pesce morto!”, il giovane Tenzi si difendeva: “ma io sono così, ho gli occhi a pesce morto!”, la ragazza era imperativa: “sembri Jerry Lewis!”
Ancora una volta, il giovane Tenzi restava interdetto, nulla disse ma, ebbe il tempo di telefonare ad un suo amico, un certo Verdino Demistocle, un venditore di bibite scadute che dava sempre dei consigli al giovane Tenzi, per chiedergli lumi: “Jerry Lewis? È un comico americano, un tipo brillante e soprattutto, un uomo onesto, che cazzo centri tu con lui, perché mi fai questa domanda?” Quando capì la somiglianza, Tenzi guardò la sua fidanzatina e disse: “ti denuncio!”
per assorbire quella delusione si diede alla televisione, partecipando ad un programma che si chiamava “il vuoto della fortuna”, infatti il vuoto assoluto si poteva legger nelle sue risposte che risuonarono nelle case degli italiani che borbottavano: “ma chi è stu strunz’!?
L’università lo vide protagonista: “ottimo elemento, giovane di grandi speranze, studente modello!”
In realtà il vero dossier era stato trafugato da un certo Ciorgio Mapolitano, tutore del ragazzo ed attento osservatore della costituzione della Corea del Nord, dove si poteva leggere: “chi cazzo ha fatto entrare questo coglione all’università!”
Infatti, all’esame su una domanda precisa su cosa fosse il Diritto Penale, il giovane Tenzi rispose: “…si sono abbastanza eccitato!”
Si laureò con 109/110, gli amici lo festeggiarono con enfasi: “dottore dei miei coglioni…”, tutta una cerchia di fiorentini in vena di scherzare, amici di scorribande, ma anche su questa laurea risultarono evidenti anomalie, si seppe in seguito che persone a lui molto vicine, avevano contribuito a quel titolo, fornendosi di benzina esclusivamente presso la Total, che regalavano lauree, a chi avesse accumulato punti, questi diedero la possibilità al giovane Tenzi di acquisire la laurea!
Con il titolo tra le mani, dopo le balene bianche, si mise a raccogliere le margherite: “m’ama, non m’ama, m’ama, non m’ama…”, una specie di befana accolse quel suo pianto d’amore e gli disse si!
Gaio e sicuro, fece le sue prime esperienze come amministratore di condomini, in provincia, grandi risultati! Fu cacciato a calci nel culo! Aveva imposto a condomini un tassa sull’ascensore, si scoprì poi, che l’ascensore non esisteva e soprattutto aveva arrecato un danno ai palazzi di 600.000 euro, tutti soldi che ancora oggi mancano dalle tasche dei toscani ignari.
Con questa esperienza alle spalle si accinse ad amministrare condomini nel comune di Firenze, anche qui grandi risultati: il David di Michelangelo, come la madonna di Giampilieri, piangeva, l’espressione cambiò definitivamente come dicesse: “povera Firenze, dal Magnifico al Malefico!”
Ancora non contento, il giovane rampante si occupò di carrozzerie vecchie, era addetto alla rottamazione, incontrò in quella occasione un suo vecchi e caro conoscente, Mapolitano Ciorgio, il loro dialogo resta agli annali: “mi serve un coglione incapace per finire un mio disegno per una loggia del mio palazzo, tu sei quello che ci vuole!” Il sorriso, imbattibile e intelligente, spuntò dalle labbra sporgenti del Tenzi: “fai di me quello che vuoi!”
Il Mapolitano lo iniziò ad una vita gloriosa, lo portò sulla sua loggia, da lì poteva osservare l’Italia intera, Mapolitano disse: “guarda, tutto questo un giorno sarà tuo!” Il giovane Tenzi era ammaliato da quelle parole: “sei bellissimo Ciorgio…, ti ammiro, questo Paese sarà mio? Ed io ti aiuterò a farne un paradiso”, l’uomo sbottò: “allora nun ‘è capito ‘nu cazz!? Quale Paradiso, chistu Paese serve pe’ magnà, deve diventare un ristorante per gli amici nostri, questo Paese, è cosa nostra!”
Gli amici arrivarono come migranti sbarcati da vari partiti: Romano sbarcava da sciolta civica di Monti e si intrufolava nel PD Renziano, come altri profughi che arrivavano di nascosto: Giannini, Lanzillotta, Calenda, Ichino…, lo stesso faceva Migliore, un tricheco occhialuto, trovato abbandonato fuori a un centro sociale, con un cartello al collo: “pigliateve ‘sta munezza!”
Insomma l’ascesa del democristiano boy scout, fu veloce, e quando il Mapolitano, dopo due mandati da Presidente, e nessun mandato di cattura, lasciò finalmente il trono, l’Italia era al collasso della decenza morale e intellettuale, e gli italiani avevano perso tutti i diritti conquistati negli anni, e ridotti in povertà assoluta e relativa!
Il Tatteo era fiero, era riuscito dove aveva fallito Berlusconi, anche avendo perso tutte le scommesse fatte, anche quella con un Vespone lurido, dove si parlava di debiti della pubblica amministrazione, e di salire su qualche monte a piedi, ma era uno scherzo, il solito scherzo che il Vespone da anni fa agli italiani, presenta gentaglia come se fossero persone per bene, come quell’uomo d’onore, figlio di quell’uomo d’onore, che aveva fatto saltare in aria due magistrati, e poi, dal Vespone malefico, si qualificava come novello scrittore…, Vespa, il peggior danno fatto a questo Paese!
Poi, improvvisamente, il Tatteo Tenzi, sparì, un sessanta per cento gli cadde in testa a Dicembre nel 2016, e un NO alle Olimpiadi di Roma lo scassarono definitivamente, da allora non si è più ripreso, anche se qualche volta da segni di risveglio, dicono che vaghi per i citofoni, bussa e scappa, fa le pernacchiette, e il dito medio alle telecamere dei palazzi, qualcuno lo ha visto presentare un libro in diretta televisiva, RAI news 24, la rete ufficiale del PD, e poco dopo a SKY, l’altra rete ufficiale del PD, e anche a TG COM 24, ancora una rete ufficiale del PD, insomma una rete di reti di merda…, quello che è certo che il Tatteo Tenzi da Firenze, nessuno lo ha più visto come prima, adesso insulta il suo Babbo e gli amici che lo hanno schifato e aspettano un nuovo “culo a perdere da leccare”, in posa, già sono pronti con i pantaloni abbassati, Gentiloni e Minniti, ma un solo grande culo emerge all’Orizzonte, il mitico deretano del Cavaliere Berlusconi…, in fila e in ordine, chiamiamo noi, ha detto Mattarella, senza fretta, adesso siamo in vacanza!!!

Bruno Fusco

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