Reportage: vai a Roma e trovi un luogo stupendo.
Reportage: vai a Roma e trovi un luogo stupendo.

Reportage: vai a Roma e trovi un luogo stupendo.

Una volta si andava a Roma per vedere il Colosseo, l’Altare della Patria, il colonnato di S. Pietro o Piazza Navona.
Oggi della capitale si parla soprattutto per i suoi presunti disastri amministrativi, le strade dissestate e la monnezza che ha preso il posto dei marciapiedi come un’invasione delle cavallette. Io che amo Roma e che da ragazzo non perdevo occasione per andare, non potevo accettare che una città così importante è così unica al mondo potesse essere ridotta come ce la descrivono giornali e televisioni da oltre un anno.

I miei ricordi sono legati ad una città cartolina, piena di luci e di colori. In quegli anni l’unico elemento di degrado di cui si parlava erano le condizioni delle acque del Tevere il suo inquinamento. Spinto da un’irrefrenabile curiosità, oltre che dal piacere di tornarci, ho deciso di concedermi una vacanza nella capitale più raccontata (e denigrata), del nostro Paese.

A scanso di equivoci e a beneficio di chi si attarda ancora a dividere il mondo in grillini e antigrillini, dico subito di non avere nessuna intenzione di trasformare la mia permanenza in uno spot a favore dell’amministrazione pentastellata. Sono andato con spirito laico e distaccato per rendermi conto di persona, pronto a constatare un degrado diffuso ai limiti della decenza. Volevo realizzare un piccolo dossier personale sullo sfascio di Roma da conservare a futura memoria.

Ho iniziato la mia “inchiesta” chiacchierando con l’autista della struttura dove alloggiavo giusto per sentire gli umori della gente comune. Contrariamente alle mie attese, secondo lui, la città sta vivendo un passaggio importante verso la strada della rinascita e della funzionalità degna di una capitale europea. Dunque una città in movimento tutt’altro che rassegnata. Devo dire che lo stesso giudizio l’ho riscontrato anche da parte di albergatori, ristoratori, negozianti, gente incontrata per strada.

Ho registrato sostanzialmente una convinta apertura di credito verso la Raggi, determinata da concreti e palpabili miglioramenti rispetto al devastante passato recente. Ho pensato subito che si trattasse di campanilismo tipico dei romani e che mi sarei fidato solo di ciò che si sarebbe presentato davanti ai miei occhi. Girando in lungo e in largo, a caccia di disastri, dal centro alla periferia devo dire di avere avuto la sensazione di trovarmi in un’altra città.

Quella che ho vista io è una metropoli meravigliosa, curata, pulita, decorosa. Un capitolo a parte merita l’azienda di trasporto Atac che è il vero tallone d’Achille di questa amministrazione.

Se da un lato è apprezzabile lo sforzo di aver dotato la città di tanti nuovi autobus moderni e confortevoli, il servizio resta inadeguato per una città con tre milioni di abitanti. I tempi d’attesa per certe linee, arrivano a superare anche un’ora e, inoltre, nessuno paga il biglietto. Un autista al capolinea mi confida che un mezzo su due rientra al deposito a causa di guasti. Questa azienda, cannibalizzata e prosciugata dalle precedenti gestioni andrebbe rifondata.

A parte i bus, durante tutto il mio soggiorno, armato di fotocamera ho cercato disperatamente uno scatto, un video da scoop: sacchetti di immondizia in pieno Vaticano, crateri sul manto stradale dei Fori Imperial, cassonetti stracolmi a Piazza di Spagna: nulla.

Le mie foto costrette ad immortalare una città impeccabile, fioriere ovunque, marciapiedi puliti ovunque ti giravi, di buche nemmeno l’ombra e molte strade avevano addirittura il tappetino rifatto da poco. Nessuno mette in dubbio che ci siano le buche a Roma ma dare la rappresentazione di una città-groviera è un’altra cosa. Così come ci sarà pure qualche strada di periferia più trascurata, come avviene in tutte le città del mondo. Ma far leva su singoli casi per massacrare la capitale è fuorviante. Certo, mi sono detto, qui va tutto bene perché si tratta di strade importanti e frequentate, chissà cosa si troverà dentro quei vicoletti… Macché, una sfortuna nera ha accompagnato per intero la mia vacanza.

Possibile, dicevo, che con tutto lo schifo che ci raccontano su questa città io non riesca a trovare neppure una bottiglia di birra gettata per strada? Ho girato la città da nord a sud, preso una dozzina di linee bus per tutte le direzioni senza trovare una strada al buio, una discarica a cielo aperto, una caditoia otturata. File di cassonetti dell’Ama sempre vuoti e puliti a tutte le ore. Persino in tempi di siccità, col lago di Bracciano “prosciugato” (un altro inganno), le fontanelle continuavano a zampillare un’acqua cristallina. Fu allora che decisi di addentrarmi nelle vie più anonime, quelle dove i turisti non vanno e che neppure i romani conoscono, per trovare finalmente il letamaio di cui parlano in TV. Sono andato di sera per cogliere in flagranza i cassonetti non svuotati e maleodoranti con i sacchetti della monnezza intorno. Niente da fare neppure da quelle parti, dove anzi ho visto in azioni i mezzi dell’Ama che spazzavano e lavavano le strade. Si direbbe che la città è curata in maniera uniforme.

A punto ho pensato che non c’era più niente da fare. Dovevo rassegnarmi all’idea che Roma non è come ce la raccontano o come i suoi detrattori vorrebbero che fosse, con il meschino obiettivo di screditare l’attuale amministrazione e buttarla giù per ritornare ai vecchi sistemi. Ma nonostante tutto non mi ero ancora rassegnato al fatto che si potesse costruire scientificamente la rappresentazione di una città in ginocchio, in contrasto con una realtà tutta opposta. Per fortuna i turisti, che conoscono il livello della stampa italiana, non ci credono e invadono Roma da tutti i continenti.

Per completare il mio reportage non volevo tralasciare di fare un salto sul lungotevere. Hai visto mai che tutti i rifiuti della città sono concentrati sulle rive del fiume? Devo dire la verità, sul Tevere mi aspettavo una situazione di degrado da raccontare. Giunto sul posto mi sono trovato davanti uno spettacolo mozzafiato. Lungo le due sponde del fiume decine di punti di ristoro, pub, ristoranti, gazebi bianchi illuminati da mille lampadine colorate, che pullulavano di gente: c’erano anche le piste ciclabili e i battelli sempre stracolmi ad ogni imbarco che fanno il giro della città.

A me non restava che tornarmene a casa senza una foto da spendere per sputtanare la Raggi e questi sprovveduti incapaci che si sono messi in testa di governare le città. È uno schifo: vai a Roma per constatare l’incapacità dei 5stelle e trovi un luogo stupendo, una città civile che sta compiendo il miracolo di far dimenticare decenni di malgoverno, di ruberie e di intrallazzi. Giuro che per par condicio l’anno prossimo vado a Milano.

Maurizio Alesi
26 Agosto 2017

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