#ROBOT VS OCCUPAZIONE, ISTRUZIONI PER L’USO
#ROBOT VS OCCUPAZIONE, ISTRUZIONI PER L’USO

#ROBOT VS OCCUPAZIONE, ISTRUZIONI PER L’USO

La cassa automatica sostituirà il cassiere, il bancomat l’operatore allo sportello, i robot gli operai, App e siti web i telefonisti dei call center. L’ultimo rapporto #McKinsey, “A Future That Works: Automation, Employment, and Productivity”, lo conferma: quasi la metà (il 49%) dei lavori svolti oggi nel mondo da persone fisiche, potranno essere automatizzati.
Anche in #Italia, dove il tasso di sostituzione si aggirerebbe tra il 49 e il 51%, circa 11 milioni di persone potrebbero essere sostituite in futuro da una macchina. Uno scenario in rapida evoluzione che nel nostro Paese non sembra preoccupare più di tanto il Governo.
L’unica novità recente è la ricerca #Lavoro2025 sul futuro del lavoro nel prossimo decennio curata dal sociologo Domenico #DeMasi, in cui si spiega come l’automazione sostituirà per primi i lavori manuali ripetitivi e intellettuali ripetitivi.
Dire quanti posti di lavoro l’automazione abbia già cancellato in Italia, e quanti ne abbia invece creati, è difficile. Un osservatorio ad hoc ancora non esiste e le previsioni a livello globale sono numerose. Il World Economic Forum parla di una perdita di 7,1 milioni di posti di lavoro entro il 2020. Ma non sarà la “fine del lavoro”: alcune occupazioni spariranno, altre cambieranno, molte se ne aggiungeranno.
Alcune aziende italiane si stanno già muovendo per proporre soluzioni nuove e qualche Ateneo sta facendo da apripista per la formazione di nuovi lavoratori più qualificati, studiando quello che il mercato del lavoro potrà chiedere in futuro. Anche se, i dati sul livello di istruzione, non fanno ben sperare. Nella fascia 25-34 anni, l’Italia è ultima in #Europa per percentuale di laureati: 22,4%. Solo tre diplomati su dieci si iscrivono all’università.
Più che temere l’avanzata dei robot, dovremmo concentrarci sulla formazione di nuove figure professionali per gestire al meglio i cambiamenti in atto, oltre a riqualificare chi è già sul mercato del lavoro, investendo nella formazione continua.

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